La primavera trompetera

Ooooh! Finalmente un po’ di pioggia in questo aprile Sivigliano! Ché quasi pareva una primavera troppo vera per essere vera! Troppo caldo, troppo sole, troppe maniche corte…ma dove siamo, in estate? E piovi un attimo, mannaggia! Piovi, per piacere, così cancellano il festival rock al Caac, quello dove volevo andare so badly! Piovi, così rimando il mio viaggetto a Cadiz, al mare! Piovi, così devo rifare il cambio armadio!

Si capiva l’ironia? A parte gli scherzi, credo che questo sia il primo week-end piovoso di tutta la primavera. Abbiamo avuto giornate con 27 gradi fissi! Ho perfino dovuto fare la pedicure perché ho messo i sandali! Marzo è pazzo ma quest’anno ha fatto il bravo (se ricordate, l’anno scorso non è stato molto clemente, come racconto in questo post). Quindi immaginate le serate miti di baldoria, i tramonti sotto al Ponte de Triana ma soprattutto la tintarella in terrazza.

Nella mia nuova terrazza. Ho cambiato casa da più di un mese e adesso vivo con 14 persone. NO PANIC! Avete presente in “Tel chi el Telun” quando Marina recita le poesie e parla di questo poeta che ha voluto provare l’esperienza della privazione del comfort e della privacy e quindi va a vivere con altre persone in un monolocale? Io ho voluto provare la stessa esperienza, solo che non è un monolocale ma una casa stile sivigliano di quattro piani e quattordici stanze, sette frigoriferi, quattro lavatrici, nove cessi e undici docce. Saloni e cucine condivise, ché ogni volta che prepari la cena sembra l’Oktober Fest! Etichette ovunque per distinguere cosa è di chi ma soprattutto chi è chi: ogni tanto vedo scendere dalle scale qualcuno che non conosco e penso “ma questa persona abita qua?”, giuro!

Quando ero giovine e vivevo in quel bellissimo studentato universitario a Palermo sopra la piazza del mercato della domenica di Ballarò, mi trovavo completamente a mio agio. Una stanza, un numero sulla porta tra le 200 porte di quella struttura con la mensa, la biblioteca, videoteca, sala tv, teatro con pianoforte a coda e le docce in corridoio. Il bello di quella vita era che se volevi stare per i fatti tuoi a studiare o semplicemente dormire, ti bastava chiudere la porta della tua cameretta. Se invece ti sentivi sola e volevi un po’ di compagnia ti bastava scendere in cortile a prendere un caffé-macchinetta e sicuramente trovavi qualcuno con cui scambiare due chiacchiere. Ecco, vivere con tanti coinquilini è più o meno lo stesso.

Quando risposi all’annuncio per la stanza  e venni a vedere la casa, mi apparve tutto molto creepy. Pensavo che sarebbe stato da pazzi, che stavo perdendo tempo, che mannaggialamiseria io ero abituata a vivere sola…ma poi la vidi: vidi quella meravigliosa terrazza! Sdraio, posacenere, tavolini, luci ornamentali e vista meravigliosa. Si vede praticamente quasi tutta Siviglia! Firmai il contratto solo per quella terrazza. In fin dei conti, devo ammettere che mi sto trovando bene. Gli inquilini vengono da diverse parti del mondo e la maggior parte si fermano solo per qualche semestre. Insomma, sembra quasi di rifare l’erasmus!

A proposito di erasmus, sto frequentando gente mooolto più giovane di me, con conseguente vita da giovine… – VAI CON LA SIGLA! Si tratta della storia di una falsa giovane incastrata nel corpo di una trentaduenne che “ma sì, usciamo tutte le sere, ubriachiamoci, vestiamoci leggeri la notte, facciamo casino!”. Il colpo di scena si ha quando un giorno, risvegliatasi con la sciatica e la testa in fiamme, la protagonista capisce che deve darsi una calmata e quindi tutta la serie è incentrata sul tentativo di trovare un equilibrio tra la vita frenetica e gli acciacchi della vecchiaia.

Sembra proprio la mia vita, certe serie rispecchiano così tanto la realtà che ti ci puoi immedesimare appieno, un po’ come in Friends se sei divertente, affamato, maniaca dell’ordine o pedante, oppure in BoJack Horseman se sei un cavallo. A proposito di serie, meno male che oggi piove, così posso recuperare un po’ di Netflix.

Comunque la poesia recitata da Marina era DER HIMMEL!

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