#Giornata mondiale del libro. L’importanza delle parole

A parte che questa storia delle “giornate mondiali” ci sta un po’ sfuggendo di mano. A proposito, quand’è la giornata mondiale delle giornate mondiali?

Il libro è un giardino che puoi custodire in tasca (proverbio cinese)

Conosco tanta gente allergica al polline che non oserebbe mai avvicinarsi ad un giardino! Si è capito che era una metafora per dire che conosco tanta di quella gente che non sappia cosa sia un libro?

L’altro pomeriggio, per volere degli dei del Karma intenzionati a punirmi, ho assistito ad uno spezzone del programma con quel macina-parole di “Bonolis” (quant’era carino a Bim Bum Bam). Il quiz verteva sul significato di parole o espressioni di uso comune della lingua italiana e il concorrente, appena diciottenne, le ha sbagliate tutte. Mia madre parte allora con una filippica nei confronti della scuola italiana, che non sa insegnare più niente e non è più quella di una volta e bla bla. Tra l’altro dubito fortemente che mia madre conoscesse i significati di tali espressioni (ma non starò qui a parlare di analfabetismo di ritorno, ché quella è un’altra storia).

Sbagliato: a scuola non ti fanno la lezione sul significato delle parole o dei modi di dire. Si suppone che tu li legga da qualche parte e li apprenda. E il problema sta proprio in questo: se non leggi non li apprendi. La scuola dovrebbe darti gli strumenti per comprendere e, cosa più importante, la spinta a voler conoscere. Scuola e società (che siano i genitori o altri ambienti) dovrebbero dare il buon esempio di leggere, instillare nei piccoli esseri umani la voglia di leggere.

La lettura apre la mente, leggi!

Così se un domani parteciperai ad un quiz televisivo non farai la figura dello scemo!

Ci sono libri fatti per essere divorati e libri fatti per prendere polvere sul comodino! Io sono una lettrice accanita, talvolta di minchiate, altre volte di mattoni stratosferici!

Mattone polacco minimalista di scrittore morto suicida giovanissimo, copie vendute: due.¹

Mi è capitato di rileggere più volte un libro (chi mi segue su Abattoir.it sa che ho letto per un numero allarmante di volte “Il Conte di Montecristo”): se un libro mi piace davvero tanto lo rileggo, che male c’è? Inoltre, io non sono come quelli che una volta iniziato un libro devo finirlo per forza: se quel libro non mi piace lo mollo!

La lettura è piacere e un nutrimento per l’anima e la mente. Se il libro fa cagare non impari nulla e non nutri il tuo spirito! Come fa la gente a leggere Bruno Vespa?

Comunque, dato che è la giornata mondiale del libro, non fate i cretini con citazioni alla cazzo su Facebook per far finta di sentirvi intellettuali (ché se vi chiedono qualcosa sull’autore citato mi cadete come pere cotte), piuttosto prendete un libro e leggetelo! Lo so che è difficile ma una volta iniziato, non riuscirete a smettere e, chi lo sa, magari riuscireste a pensare con la vostra testa!

Qual è il vostro libro preferito? E quale avete iniziato e odiato? Io personalmente nutro una profonda insofferenza nei confronti dei naturalisti francesi, cioè, in pratica, mi fanno cagare proprio!

 

¹Da “Tre uomini e una gamba”.

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