Bilancio di un ritorno in Patria, povera Italia!

Ritornata in patria! La Bella Italia, le amate sponde! Dopo quasi un anno di vita hispanica, rimettere piede sul suolo italiano mi ha fatto un effetto devastante. Sono stata contenta, per i primi cinque minuti. Dopo, ho iniziato a sentire la nostalgia dell’Andalucìa, del Tinto de Verano e del Flamenco di strada.

Viva l’Italia che non muore, cantava Francesco. Ma se continuiamo di questo passo mi sa che ne resterà ben poco. Mentre ero sul pianeta giallo-rosso ho seguito, tramite maratona notturna, una curiosa vicenda fatta di cabine, matite indelebili e crocette sulle schede. C’è stato un gruppo di persone che ha raggiunto più crocette di tutti, non abbastanza però per poter governare un paese. Allora queste persone si sono alleate con un signore a capo di un altro gruppo che ha preso molte meno crocette ma che porta avanti la sua personalissima crociata. Sempre di croci si tratta! E i penta-crociati si sono sottomessi alla croce salviniana.

Onestah! Ma aspetta che mi metto comodo, voto per intitolare una strada ad uno che non mi ricordo chi sia o cosa abbia fatto, come si chiama… Almenos, Almiraglio, Almirevole…

“Almirante! Imbecille!”

Ecco, grazie: Almirante. Chi era? Quello che ha traversato le Alpi con gli elefanti? Boh, vabbè, cosa fanno i crociati? Votano a favore? Allora io pure, tié. Così da qui non mi schiodo più. Che bella la maggioranza!

Vaffanculo alla maggioranza (cit.)

E il crociato numero uno cosa fa?

Giuro sul Vangelo che ve li affondo quei barconi, Cristo!

Ehm… sua eminenza, non può giurare sul Vangelo una cosa del genere…

E perché no?

Perché il Vangelo parla di amore e fratellanza!

Ma anche io parlo di amore! Amore prima per gli italiani. Fratellanza tra di noi!

Sì, ma anche di misericordia!

Noi siamo pieni di misericordia! Guarda: “aiutiamoli a casa loro”! Visto?

No, cioè sì, il concetto di aiuto è corretto ma… cioè non proprio in questo modo…

E come, allora? Come possiamo aiutarli? Non sappiamo nemmeno chi sono! Aspetta! Ho avuto un’idea! Organizziamo un censimento! Un censimento per chi è già sul suolo italico, sulla terra natia…

 

I Neri per Caso ci hanno già riadattato un vecchio pezzo: “Quando c’è censimento, non c’è mai pentimento”.

Facendo un piccolo bilancio, in pratica, sono qui da nemmeno un mese e mi sono dovuta sorbire: elezioni comunali, chiusure di porti a navi di rifugiati, una strada della Capitale intitolata al segretario del Msi, un’ammissione di ignoranza riguardo l’accaduto da parte della sindaca della capitale e un’altra ammissione di ignoranza sull’identità del suddetto personaggio da parte di alcuni penta-crociati, un dubbio del sottosegretario alle infrastrutture su chi fosse il ministro delle infrastrutture (Toninelli, a quanto pare, lo era “a sua insaputa” – e pensare che il sottosegretario si chiama Siri, Siri dovrebbe sapere tutto, no?), minacce di privazione di scorta a un giornalista già minacciato dalla camorra (Salvini vs Camorra, chi ha la minaccia più lunga?), censimenti di zingheri (e no, non vale nascondersi tra le campane di Notre Dame, “loro” ti scoveranno). Cos’altro mi sono persa?

 

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!
(Dante Alighieri, Purgatorio)

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