Polpette e Netflix o uno di quei giorni

Oggi è uno di quei giorni, avete presente? Uno di quei giorni in cui si ha voglia soltanto di vegetare a letto, crogiolandosi nel pensiero dell’inutilità dell’esistenza contrapposto alla consapevolezza di quanto cazzo si sta bene tra le coperte a mangiare polpette al sugo guardando serie su Netflix.

Oggi è uno di quei giorni in cui vi preparate un caffè nero nero nero e lo trangugiate consapevoli mentre vi figurate l’immagine mentale di quel liquido caldo che scende attraverso l’esofago e arriva allo stomaco. Brucia ma vi piace. Riscalda. Quasi quasi ci butto dentro un po’ d’alcol.

Oggi è uno di quei giorni che fuori è grigio e dentro c’è puzza di malinconia. Di cose mai avute. Di cose passate. Di rifiuti e amarezze. Fuori è grigio e dentro si cercano soluzioni. Soluzioni alla sopravvivenza, soluzioni per saltare e non cadere.

Oggi è uno di quei giorni in cui una canzone cambia significato. L’hai ascoltata per anni ma stamattina ti ha fatto un altro effetto. Un brivido diverso sulla pelle del braccio e sotto le palpebre.

Oggi è uno di quei giorni in cui apri questo blog che fa cagare sul quale non scrivevi da un mesetto e vomiti parole. Tic tic tic tic tic sulla tastiera. A letto, tra le lenzuola e i cuscini, unici consolatori che infondono pace e ti abbracciano.

Ora, il problema è che non ho le polpette.

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